Il disegno della figura umana secondo A. Loomis (2)

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Proseguo con la traduzione del libro di A. Loomis
Bisogna cominciare dal cercare di guadagnare un nuovo interesse verso la gente. Potrai imbatterti in caratteri umani tipici dovunque. Familiarizzati con le caratteristiche e i dettagli che li distinguono dal resto della folla che fa da sfondo. Cosa è l’arroganza in termini di luce e ombra, forma e colore? Quali linee rendono la frustrazione e lo scoraggiamento delle persone? Quali i gesti e gli atteggiamenti del corpo in relazione con le emozioni?

Come mai certe faccine di bambino sono cosi adorabili mentre certe facce di adulti ci insospettiscono  e li denunciano come inaffidabili?

Bisogna indagare per rispondere  a queste come a tante altre domande simili per essere capaci poi di rappresentare al proprio pubblico uno spettacolo credibile. Queste conoscenze diventeranno con il tempo parte di te, della tua maniera di raccontare ma potranno svilupparsi solo grazie ad una continua osservazione e ad uno sforzo di comprensione.

Cerca di sviluppare l’abitudine di osservare ciò che ti circonda con attenzione, un giorno potrebbe essere necessario inserire uno dei tuoi personaggi in quella particolare ambientazione e atmosfera. Non è possibile rendere un racconto credibile senza rendere con precisione l’ambientazione e l’atmosfera giuste. Per questo comincia a collezionare in una cartellina elementi di dettaglio che possano aiutare a mettere a punto una certa atmosfera.

Impara a osservare i dettagli significativi. Dovresti cominciare ad interessarti a qualcosa di più della acconciatura dei capelli di uno dei tuoi personaggi femminili. Per fare un esempio, in che occasioni e perché dovrebbe presentarsi in un rigroso abbigliamento formale o al contrario, quando in pantaloncini? E che situazione potrebbe essere se  indossasse solo una camicia maschile? In che modo le pieghe del suo vestito da sera incontrerebbero il pavimento se fosse seduta su un divano?

Spia i gesti e le espressioni legate alle emozioni. Che gesto fanno le sue mani quando una ragazza esclama “Che meraviglia!”? Oppure: che posizione assumono i suoi piedi quando crolla su una sedia dichiarando di essere distrutta dalla stanchezza? Quale l’espressione di una madre quando apprende dal dottore che per suo fliglio non c’è più nulla da fare? E quale quella di un bambino quando dichiara “Che buono!”? È necessario possedere molto di più che la mera abilità tecnica per produrre un buon disegno.

(tratto da A. Loomis, Figure drawings for all it’s worth)

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