Dipingere una natura morta ad olio, passo dopo passo (1)

08/04/2010
By admin

Ho deciso di pubblicare un passo dopo l’altro il processo per realizzare una natura morta. Seguiremo in questo le lezioni che sto tenendo nella scuola della associazione Circolo d’Arti, a Cagliari.

Vogliamo sperimentare la tecnica pittorica fiamminga secondo le indicazioni di Alexei Antonov, un articolo che abbiamo segnalato su questo blog.

Per cominciare ho invitato i miei allievi a preparare una composizione adeguata, ne è uscita l’immagine che accompagna questo articolo, potete scaricarla se volete per seguirci nella nostra avventura.

Il primo passo da fare è, come al solito, eseguire una serie di disegni di studio, rapidi bozzetti per familiarizzarsi con il soggetto. Io consiglio sempre di lavorare, oltre che a matita, con almeno uno schizzo accurato fatto a penna Bic (la comunissima penna Bic Cristal), secondo me uno dei migliori strumenti da disegno.

Ho dimenticato di farmi lasciare i bozzetti dei miei allievi, li inserirò in seguito, per ora accontentatevi, come esempio, di un bozzetto fatto in fretta e furia da me a matita.

Il disegno viene riportato successivamente sulla tela, noi stiamo usando un formato 40×50 cm, il fondo preparato a colla di coniglio e gesso di bologna oppure se le tele  sono già pronte a gesso acrilico. Ci sono vari metodi per riportare i disegni, quadrettati, proiezioni e chi più ne ha più ne metta, vi dico subito che io costringo (si fa per dire!) i miei allievi a disegnare di nuovo direttamente su di essa a grafite o carboncino.

Dopo di ciò è necessario ripassare a china, con un pennino la traccia ddel disegno, successivamente con una pennellessa si passa una mano di color terra d’ombra diluita con essenza di trementina in modo da creare un fondo omogeneo su cui intervenire per impostare i primi abbozzi di chiaroscuro.

Non ho fotografato queste fasi purtroppo perché l’idea di pubblicare queste lezioni in sequenza mi è venuta dopo. Abbiate pazienza, la prossima volta inserirò anche riprese in video.

Specie se si lavora su un fondo a gesso di bologna questa prima leggera mano tonale asciuga subito, con la preparazione a gesso acrilico ci mette un po’ di più ma comunque si può intervenire con pennellate di terra d’ombra per dare un primo abbozzo di chiaroscuri, il risultato lo potete vedere nella galleria qui sotto.

Un’ultima nota, per questa prima sottopittura si usa la terra d’ombra bruciata perché asciuga in fretta.

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