Nozioni pratiche base di pittura ad olio (introduzione)

09/06/2010
By admin

Questa è la prima di una serie di lezioni di tecniche base di pittura ad olio. La lezione ricalca quelle che faccio nel mio studio a coloro che vengono a studiare disegno e pittura con me. Oramai insegno da anni e sono ben conscio che uno dei problemi principali di chi comincia, è legato alla gestione pratica degli attrezzi, ci sono moltissime procedure e strategie che chi dipinge usa in modo istintivo e inconscio, senza rendersi conto che , se a loro sembra una procedura naturale, essendo invece il risultato di una lunga esperienza fatta ripetendo e raffinando certe azioni artigianali, per chi deve imparare a dipingere è uno dei principali ostacoli.

Comunciamo con un esercizio su un soggetto molto semplice, una pallina di polistirolo di circa dieci, quindici centimetri di diametro. Anche se vi fornisco una foto vi consiglio comunque di procurarvene una. Come potete vedere, ho messo un cartoncino grigio dietro la sfera come fondo.

Gli sfondi sono sempre importantissimi in pittura, l’equilibrio tra il soggetto e il suo sfondo è essenziale per la buona riuscita di qualsiasi opera figurativa. Noi per ora non ci porremo il problema della composizione ma comunque impareremo quanto lo sfondo sia essenziale per la buona resa dei chiaroscuri.

Come primo supporto io lavorerò su un cartone grigio di circa 20×30 cm, uso un cartoncino grigio perché il suo colore è una buona base colorata. Per la tecnica che vi voglio far provare una base colorata è necessaria. Il cartone grezzo così com’è non è una base adeguata al nostro esercizio (anche se a me spesso piace molto lavorare direttamente su questo tipo di supporto molto  assorbente), quindi sarà necessario prepararlo: io uso una soluzione di gommalacca in scaglie, mezz’etto circa, in un litro di alcool a 95°, si trova tutto in un ferramenta, voi potete usare anche della colla vinilica diluita, del turapori per legno (magari ad acqua), del medium acrilico diluito o anche dell’olietto 25% olio e 75% di essenza di trementina (in questo caso bisognerà aspettare qualche ora. Potete comunque lavorare anche su un cartone preparato a cementite o acrilico grigi e diluiti, chiaramente bisognerà rispettare i tempi di asciugatura della preparazione.

Dato che  siamo interessati fondamentalmente alla Gestione del chiaroscuro ci libereremo di qualsiasi altra distrazione e possiamo tracciare il cerchio che racchiuderà la nostra sfera usando un rotolo di carta gommata come normografo. Poi tracceremo una riga orizzontale per segnare il confine dello sfondo.

Una volta risolta la questione del disegno possiamo passare ad occuparci di una prima base di impostazione del chiaroscuro. La tecnica fiamminga prescrive l’uso di una bozza rapida a terra d’ombra bruciata diluita con essenza di trementina, una specie di acquerello per impostare le masse principali, è un artificio usato moltissimo, addirittura anche da certi impressionisti o per pitture alla prima. Si usa la terra d’ombra bruciata perché asciuga rapidamente, è necessario dosare con attenzione la quantità di trementina che imbeve il pennello e la diluizione del colore, tenete presente che potete lasciare asciugare un po’  le prime velature e ripassare successivamente più e più volte (ci sono pittori che usano praticamente solo questa tecnica su tela bianca per arrivare al risultato finale). Di seguito ho inserito due spezzoni filmati per mostrare in pratica cosa fare. (devo sostituire questi due filmati ma ho provato a farli e non sono venuti bene, quindi per ora accontentatevi di questi)

Il pennello che sto usando è un pennello di nylon piuttosto largo e piatto, trovo questo pennello adatto a questo compito perché è molto preciso, anche se l’attacco della pennellata è un po’ dura, potete usare anche un pennello sintetico a lingua di gatto.

Personalmente amo procedere abbastanza cautamente e, dato che sto lavorando su una superficie trattata con una mezzatinta, posso cominciare a impostare a sfregazzo le luci. Per eseguire questa tecnica si deve sporcare appena la punta di un pennello di setola in genere tondo ma anche piatto, io amo usare pennelli piuttosto consumati.

Come potete vedere, a un certo punto asciugo il pennello per poter sfumare il bordo dell’ombra portata, questa tecnica è consigliata tutte le volte che serve di ottenere sfumature mentre si esegue una velatura.

Con questo vi saluto per questa settimana, se avete bisogno di chiarimenti potete consultare la sezione specifica del nostro forum

cavallo

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