Profondo Rosso

una immagine da Profondo Rosso

Un mio vecchio amico, Fabio Pignatelli mi ha contattato la scorsa settimana dopo anni che non ci sentivamo, aveva un problema e voleva sapere se potevo aiutarlo in qualche modo.
Dopo anni di inattività, lui che è il bassista, insieme ad alcuni componenti dello storico gruppo di rock progressivo degli anni 70 i “Goblin” (famosi per aver fatto tra l’altro la colonna sonora di Profondo Rosso di Dario Argento) Hanno deciso di resuscitare il gruppo e di preparare un nuovo disco: “Goblin Rebirth”. I grafici cui si era rivolto a Roma per le immagini e il marchio della nuova iniziativa non lo avevano soddisfatto e si era ricordato di me. La cosa mi ha fatto molto piacere, erano anni che non ci sentivamo e avere l’occasione di collaborare a una impresa comune mi ha subito entusiasmato. Mi sembra interessante stendere una sorta di diario di bordo del processo che partendo dalle esigenze di comunicazione porterà alla ideazione creativa ed alla realizzazione dei vari elementi del progetto, quindi fase dopo fase racconterò a chi vorrà seguirmi quello che succederà.

Cominciamo dagli elementi di quello che i pubblicitari chiamano “brief”,  ovvero il primo incontro durante il quale il committente spiega al creativo cosa gli serve e quali sono i parametri di riferimento che il progetto deve rispettare.

Si tratta di un gruppo di Rock Progressivo, simile agli Yes, ai Genesis ed altri gruppi musicali che hanno animato la fine degli anni settanta, la loro musica ha sempre avuto e manterrà un forte sapore dark e barocco, un rock piuttosto elaborato e sofisticato dai temi drammatici. Il titolo del progetto è “Goblin Rebirth” e si vorrebbe rappresentare una sorta di rinascita di un Goblin – un folletto maligno delle saghe nordiche – suonatore di flauto o “bouzuchi”, una specie di mandola balcanica che verrà usata in uno dei pezzi significativi del progetto musicale. Sarà necessario produrre una illustrazione di copertina e un lettering originale per il marchio dato che il vecchio marchio dei Goblin per motivi di diritti non può essere usato (ed è un bene perché il suo design è obsoleto e non è mai stato gran ché nemmeno all’epoca in cui fu prodotto). Un’altra indicazione riguarda i lettering, sia io che Fabio abbiamo molto amato il lettering e le immagini ad acquarello che produceva Roger Dean per le copertine degli Yes, ne ho parlato tempo fa in un articolo che ricollegava l’illustratore alle scenografie fantastiche del film Avatar.

Ricapitolando: atmosfere decadenti, dark, a metà tra il gotico e il barocco, un folletto che suona il bouzuchi o il flauto, il titolo “Goblin Rebirth” e quindi la necessità di suggerire una rinascira o una nascita un lettering alla Roger Dean.

La prima cosa che ho fatto è stata una ricognizione per internet delle immagini che potevano essere utilizzate. Le prime metafore che vengono in mente per esprimere i concetti richiamati sono la Fenice e il feto o il neonato,  ho scartato il riferimento mitologico per orientarmi verso l’idea di creare una sorta di neonato demoniaco ed ho fatto una ricerca con google: “little devil” “baby devil” cercando “piccolo diavolo” trovavo troppe immagini di Benigni che in questo caso non mi sembravano adatte.

studi sul feto di Leonardo

studi sul feto di Leonardo

Mentre facevo la ricerca ho ricordato che Leonardo aveva fatto alcuni disegni anatomici che riguardavano un feto se non avesse dovuto suonare sarebbe bastata questa immagine da sola per illustrare in modo inquietante il disco. Mi sono venuti in mente anche gli atteggiamenti e l’abbigliamento di Ian Anderson, leader dei Jethro Tull in qualche modo le due immagini si sono sovrapposte, un feto che suona il flauto.

bozzetto flautista

bozzetto flautista

Nel foglio ho schizzato rapidamente anche una idea di come penso che dovrebbe essere posizionato il goblin rispetto al lettering.

Ho poi cercato di immaginare come sarebbe stata la testa demoniaca di un feto flautista, mi ero innamorato di Ian Anderson e delle sue pose teatrali.

testa goblin flautista

testa di goblin flautista

Il fatto che la bocca fosse coperta o costretta dal flauto limitava le possibilità espressive del soggetto per cui ho abbandonato il flauto in favore del bouzuchi, un altro bozzetto della testa ha meglio chiarito che cosa mi stava frullando in mente.

Studio della testa del goblin

studio della testa del goblin

A questo punto avevo le idee abbastanza chiare per azzardare un bozzetto più completo:

primo bozzetto goblin

primo bozzetto goblin

Ovviamente c’è molto da rivedere e mettere a punto, va rivista la forma della testa che deve risultare più infantile, l’abbigliamento è tutto da studiare e anche molti particolari anatomici ma l’idea di massima è abbastanza concretizzata per presentarla al committente e verificare se corrisponde o si avvicina ai suoi desideri.

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Ho abbozzato meglio l’idea della sistemazione del lettering,

ed ho sottoposto l’idea al cliente, la sua reazione mi ha confermato che la mia impostazione corrispondeva alle esigenze del gruppo e che potevo andare avanti con i miei studi.

Per ora sono arrivato sin qui, ho intenzione di documentare  passaggi successivi di questo lavoro e mi piacerebbe molto avere le vostre opinioni ed anche magari qualche suggerimento o critica, potete lasciarmi due righe qui sotto o partecipare alla discussione che aprirò sul nostro forum

 

Spero che le mie riflessioni possano risultare un utile esempio.

 

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  • antonella tuberti

    Emozionante come hai descritto il “parto” da quella idea indefinita che si concretizza passo a passo sulla carta….mi è piaciuto molto, ti seguirò nello sviluppo della creatura.

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