Posts Tagged ‘ colorazione ’

La tecnica del pastello

22/11/2010
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Rosalba Carriera, Pastello

La tecnica del pastello ha le sue origini nel diciassettesimo secolo e fu largamente usata anche in sostituzione  dell’olio. Questa tecnica fu utilizzata da molti artisti: Degas, Carriera, Manet, Picasso e sta nuovamente suscitando interesse per la velocità della realizzazione e la luminosità dei colori.
I pastelli sono composti da pigmenti di colore, gesso o argilla bianca impastati con gomma arabica. I pastelli di buona qualità hanno aspetto e consistenza gessosa e si sciolgono con facilità.

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Imparare a vedere spazi positivi e negativi per disegnare

20/08/2010
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Se si riescono a identificare gli spazi positivi e negativi all’interno del campo visivo che abbiamo scelto di disegnare, abbiamo un ottimo appiglio per migliorare l’accuratezza della nostra visione e quindi del nostro disegno. In questo articolo proveremo a capire il processo di identificazione degli spazi positivi e negativi nel disegno individuando e disegnando tre diversi tipi di spazi.
Questo progetto è suddiviso in tre sezioni:

  1. LA SAGOMA IN BIANCO E NERO: Prima di disegnare un oggetto, bisogna cercare di identificare i suoi bordi. Dopo di ciò si può individuare la forma complessiva che la sua sagoma occupa nello spazio.
  2. INDIVIDUARE GLI SPAZI GUARDANDO IL MONDO REALE: Non sempre è possibile definire spazi negativi (NS) e spazi positivo (PS) in termini di semplice bianco e nero. Spesso è necessario individuare specifiche zone che ci aiutino ad individuarequesti spasi in zone parziali del nostro modello o intorno ad esso e a procedere al disegno dell’oggetto in modo accurato.
  3. SFIDA: La sfida che ci poniamo è quella di disegnare la forma di un semplice oggetto di uso comune delineando solo lo spazio negativo.

Il materiale necessario per svolgere l’esercizio consiste in carta da disegno, matite di grafite, e una cornice mirino.

Articolo tradotto dal sito www.drawspace.com e distribuito secondo la stessa licenza Creative Commons

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La tecnica della sottopittura “dead coloring” secondo Vermeer

19/06/2010
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Dopo aver completato il disegno, Vermeer cominciava a dipingere usando il sistema della “colorazione morta” (dead coloring) o sottopittura come viene chiamata oggi. Questa era una delle fasi più importanti  nel suo processo di pittura. Senza una accurata e minuziosa padronanza della tecnica della sottopittura, la straordinaria coerenza pittorica che caratterizza la pittura più matura di Vermeer non sarebbe stata possibile.
La tecnica della sottopittura facilita grandemente la realizzazione di composizioni finemente bilanciate, una accurata messa a punto della luce e delle sottigliezze cromatiche. Read more »

L’uso del bistro nella pittura ad acquerello

01/03/2010
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natura morta ad acquerelloIl bistro è un colore composto da un miscuglio dei tre colori primari, i pittori lo usano al posto del nero.

Ho trovato un buon tutorial di base sulla pittura ad acquerello e mi sembra utile segnalarlo. Mi piace molto l’importanza che viene data alla impostazione veloce del disegno e la spiegazione dell’uso del “bistro”, un colore composto dai tre colori primari molto usato dai pittori anche se essi molto spesso nemmeno se ne rendono conto.
Ecco l’indirizzo

Trovate altre indicazioni sull’uso del bistro in pittura su Google

Ancora sulla sottopittura

01/03/2010
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tomba VulciIl metodo della sottopittura è conosciuto fin dai tempi dei Greci per esaltare la brillantezza dei colori luminosi

Oltre che come preparazione generale della tela o per l’impostazione plastica nella pittura a grisaglia, si sente parlare di sottopittura già nella pittura etrusca.
Da indagini eseguite su pitture etrusche risulta che il bianco venisse applicato in sottopittura nei punti che dovevano risultare più in rilievo per rendere una evidenza plastica maggiore. Un esempio di questo metodo si può osservare nella tomba di Vulci nel museo Torlonia a Roma. Read more »

come si applica la teoria dei colori

22/02/2010
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Per svolgere l’esercizio della teoria del colore secondo Goethe è possibile scaricare da questo link il file PDF da stampare con lo schema della posizione dei colori.

Eccoci al primo piccolo passo del nostro esercizio. Ci permetterà di fare alcune riflessioni credo abbastanza importanti.
È cosa nota ai pittori che la maggior parte delle tinte possono essere ottenute partendo da soli tre colori di base che vengono chiamati colori primari, in teoria – avendo a disposizione dei pigmenti veramente purissimi e perfettamente riflettenti – mescolando i tre colori primari, dovrebbe essere possibile ottenere proprio tutti i colori, dato che non esistono pigmenti cosi puri la gamma dei colori ottenibili è più limitata.

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